Associazione SIM
MISSION
Lo scopo di questa rete di associazioni di professionisti della salute è quello di creare occasioni di confronto libero e sereno adatto allo scambio di conoscenze medico-scientifiche e di cultura medica a 360°.
È giunto il momento di unirci e collaborare per far emergere le migliori opportunità volte a valorizzare l’Arte della Medicina come bene collettivo e personale.
La Medicina che sosteniamo si basa sul codice deontologico della professione e quindi deve essere prima di tutto preventiva, predittiva, potenziativa, partecipata e integrata.
In questi tempi di deriva autoritaria, ricattatoria e liberticida della politica sanitaria, vogliamo rispondere con l’avvio di un processo di democratizzazione di accesso alle conoscenze, di uno scambio fruttuoso interdisciplinare per contribuire alla crescita in consapevolezza di chi presta il servizio e di chi lo riceve.
L’intento è quello di creare una coscienza collettiva avvicinandoci a quell’idea di salute che mira a ridare dignità alla persona che soffre e consentire l’opportunità di accesso alla migliore manifestazione di se stessi.
https://societaitalianamedicina.it/
CARTA DI BOLOGNA
Manifesto di Fondazione della Medicina che vogliamo
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L’organizzazione del servizio sanitario nazionale è il principale indicatore del grado di civiltà di un popolo e rappresenta un insostituibile strumento per la costruzione di un’economia sana e di una società giusta, solidale e democratica, finalizzate al pieno sviluppo della persona umana.
Da alcuni decenni, purtroppo, è in atto un progressivo smantellamento della sanità pubblica a causa di una politica sanitaria per la maggior parte etero-diretta e fortemente condizionata da potenti interessi economici e politici. La vita media in buona salute, da diversi anni è in progressiva riduzione, soprattutto per l’aumento delle Malattie Cronico Degenerative (MCD). Malattie che colpivano soprattutto dopo i 60/70 anni ed ora compaiono sempre più anche ai 40/50 anni.
L’attuale organizzazione del servizio sanitario nazionale è figlia di un paradigma meccanicistico-riduzionistico, che, pur con alcuni indubbi effetti positivi, ha portato ad un’impostazione farmaco-centrica. Si pensa di guarire tutto con i farmaci e con i vaccini, disinteressandosi completamente delle cause delle MCD (Malattie Cronico Degenerative) – quali cancro, malattie neurodegenerative, cardiovascolari, cerebrovascolari, obesità, diabete, malattie autoimmuni, che nel nostro paese rappresentano circa il 90% di tutte le cause di morte – e delle cause delle infezioni non riconducibili ai soli agenti eziologici microbici, ma fortemente influenzate dagli stili di vita e dagli ambienti di vita e di lavoro.
Facendo in questo modo, non si fa che alimentare, direttamente o indirettamente, le cause di malattia. Ovviamente, se aumentano le cause, aumentano gli effetti. Sarebbe pseudoscientifico affermare il contrario.
La logica conseguenza è un drammatico aumento della prevalenza mondiale di MCD, che spingono i sistemi sanitari verso un inevitabile collasso, anche per mancanza di risorse.
Occorre riportare al centro del campo sociale, economico e politico la situazione sanitaria del nostro paese, perché la salute della nostra popolazione – soprattutto quella delle nuove generazioni – è sempre più compromessa.
Albert Einstein ha detto: “Il mondo così come l’abbiamo creato è un risultato del nostro pensiero. Non possiamo cambiarlo se non cambiamo il nostro modo di pensare.” E, in altra occasione, ha di nuovo sottolineato: “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.”
La logica conseguenza è che, se desideriamo davvero risolvere il problema è necessario cambiare il paradigma che ci sta portando sull’orlo di un abisso.
I tempi sono ormai maturi per comprendere che il paradigma esclusivamente materialistico/meccanicistico dominante è ampiamente superato soprattutto dalle nuove conoscenze scientifiche accumulate negli ultimi decenni. È urgente iniziare a pensare in maniera DIVERSA rispetto al modo di pensare che ha creato il problema. Modo di pensare ed agire che ci ha portato ad una deriva etica e morale, prima ancora che sanitaria.
La Medicina che vogliamo si fonda sui seguenti punti strategici:
1) Rimettere al primo posto l’etica e il rispetto dei valori umani sacri
2) Privilegiare la prevenzione primaria
3) Approccio medico integrato, bio-logico, centrato sulla persona
4) Educazione alla Salute quale compito prioritario del servizio sanitario nazionale e del medico
5) Determinare il pieno coinvolgimento, la partecipazione attiva delle persone e promuovere il pieno sviluppo dei talenti e delle potenzialità di ciascuno
6) Non confondere gli strumenti con gli obiettivi
7) Recuperare il potere decisionale, particolarmente nel settore sanitario, oggi nelle mani delle multinazionali del farmaco e del potere economico e finanziario
8) Riportare la ricerca medica strategica e la formazione medica nelle mani delle istituzioni pubbliche
9) Personalizzare la strategia terapeutica: il medico deve operare sempre secondo “coscienza e scienza”
10) Per poter attuare gli altri punti, riformare strutturalmente la sanità pubblica, che remuneri operatori e organizzazioni in rapporto alla salute e alla longevità sana della popolazione di riferimento.
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A fronte di un costante peggioramento delle condizioni di vita, su tutti i fronti, è sempre più urgente che si affermino una Medicina e un’Educazione che si facciano portavoce di una nuova cultura del vivere nel rispetto delle leggi biologiche e spirituali dell’uomo e a salvaguardia dell’ambiente di cui facciamo indissolubilmente parte. La salute non è una responsabilità esclusiva di ciò che si decide nel settore sanitario. Come giustamente riporta anche “la Carta di Ottawa” per la promozione della salute (1986), le scelte effettuate in sede politica, economica, sociale, mediatica, ambientale, comportamentale e biologica possono favorire, ma possono anche danneggiare la salute.
Da quanto evidenziato risulta evidente che l’obiettivo strategico principale debba essere quello di contribuire a creare una Medicina che sia più etica, più umana, più scientifica, più libera, più democratica, più efficace (i risultati, in termini di durata e qualità della vita – vita in buona salute – rappresentano la vera cartina di tornasole), più efficiente, indipendente dai condizionamenti economici e politici, e che sia veramente al servizio della promozione e della difesa della salute, come completo ben- essere fisico, mentale, sociale e spirituale.
Documento originale redatto ed approvato durante il primo Congresso Nazionale SIM “Verso la Medicina che vogliamo” in Bologna, 9 marzo 2024 Edizione 2 – Rev.1 del 2 gennaio 2025
Dr. CORRADO CESCHINELLI,
psico sociologo, scrittore, naturopata olistico, counselor e life coach, oltre che membro fondatore di “MEDICINA OLISTICA NAZIONALE”.
Ideatore di “APPROCCIO VITARIANO”, un approccio educativo e riflessivo, che promuove consapevolezza e uno stile di vita coerente con i bisogni biologici ed evolutivi.
Collaboro in S.I.M. (Società Italiana di Medicina”) e promuovo “LA CARTA DI BOLOGNA”, cioè il Manifesto di Fondazione della Medicina che Vogliamo, per diffondere una nuova cultura del vivere e far comprendere che salute e serenità sono diritti e doveri intrinseci a ogni essere umano, che però richiedono coscienza, conoscenza e responsabilità.