A volte guardo questo mondo e ho l’impressione che sia diventato un grande mercato dell’illusione: si comprano stili di vita, si vendono emozioni in confezione, si rincorrono modelli che poco o nulla hanno a che fare con la nostra vera natura.

Ma se c’è una cosa che ho imparato — anche e soprattutto con gli anni, e ancor più grazie al lavoro che faccio — è che la vita vera non è spettacolo: è conoscenza e pratica. È allenamento costante. È comprensione e cura del proprio corpo, della propria mente, dello spirito.
È anche coltivare un pensiero più alto, più nobile, che ci aiuta a sdrammatizzare gli eventi e a ridefinire valori e principi, amore e compassione, perdono e riconciliazione. In una parola, mi sento di dire: è il senso stesso della vita.

Ma prima di tutto, in tutto questo percorso, il lavoro che ritengo più necessario e utile è il Risveglio di Coscienza. È quel momento in cui smettiamo di vivere in automatico, di rincorrere illusioni e modelli imposti, e iniziamo a guardare dentro noi stessi con sincerità. Solo così si creano i presupposti per assumersi la piena responsabilità dei propri comportamenti e delle proprie scelte.

Questo risveglio è la porta d’accesso al nostro cammino evolutivo: un cammino che ci conduce verso la libertà autentica, intesa come capacità di scegliere consapevolmente, e verso la saggezza interiore, quella che nasce dall’esperienza, dalla pratica e dall’emancipazione della propria unicità.

Prossimo ai miei 71 anni, continuo ad allenarmi, a muovermi, a respirare forte. Non perché voglia dimostrare qualcosa, ma perché sento che mi tiene vivo. Quello che per molti è “fare sport”, per me è ritrovare me stesso ogni giorno. È ascolto, è pulizia interiore, è libertà.

Viviamo in una società che ci vuole sedentari, distratti, ansiosi, spaventati, ammalati… gli uni contro gli altri.

Ci allontana dal corpo, dalla consapevolezza, dalla fatica buona. Ma il corpo non mente: siamo fatti per muoverci — per tutta la vita. Ed è altrettanto importante nutrire e sostenere i suoi processi biologici, sviluppare equilibrio interiore, buoni sentimenti, relazioni appaganti.
Ogni passo che ci allontana da questa verità ci avvicina al disagio, al malessere, alla malattia.

La passione — quella vera, quella che non ha età né moda — è una forma di salvezza.

La passione ti ancora al presente. Ti fa scegliere la cura invece del disinteresse, la disciplina invece del caos. E comincia proprio dal risveglio: dal riconoscere l’inganno di questa cultura del vivere, dal riconoscere la nostra ignoranza, e dalla voglia di riscatto, di libertà, di salute. Non dà nulla per scontato.

E allora, non importa se corri, se cammini, se combatti. L’importante è esserci, totalmente.

Per me, da sempre, ci sono le arti marziali. Il sacco. Il respiro. Il sudore. Il contatto con me stesso.
Sono state una via verso la saggezza, anche quando, ancora acerbo, vedevo solo “calci e pugni”.
Poi è venuto tutto il resto: lo spinning, l’allenamento di forza, lo sci, e tante altre attività che ho praticato e insegnato. Non era più solo allenamento, ma sempre più un rituale di vita, di approfondimento, di conoscenza, di piacere ed energia da spendere per vivere.

Ecco perché dico, anche a te che stai leggendo:
Non aspettare il momento perfetto.
Non pensare che sia tardi.
Non cercare fuori quello che puoi ritrovare dentro.

Qualunque sia la tua passione: fallo. Vivilo. Lascialo salvarti.

METTICELA TUTTA PER RESTARE VIVO.

Ad maiora semper
Corrado Ceschinelli