L’11 settembre 1954 iniziava il mio viaggio, e oggi – 11 settembre 2025 – mi guardo allo specchio con 71 anni di vita sulle spalle. Non li chiamo “anni in più”, ma “anni vissuti”, perché ognuno porta con sé emozioni, incontri, sfide e conquiste.

Col tempo ho capito una cosa: non si diventa vecchi per le primavere trascorse, ma per il peso che trasciniamo nei rimpianti, nei rimorsi. Diventiamo “vecchi” quando i ricordi superano i desideri, quando smettiamo di sognare, quando ci convinciamo che la vita ormai abbia smesso di sorprenderci.

Eppure, c’è una verità che non possiamo dimenticare: senza salute non esiste una vera vita da vivere, ma solo sofferenza e paura. La salute è il fondamento, la condizione necessaria per poter coltivare sogni, affrontare il domani e custodire la speranza.

“Vecchio” non è chi porta sul viso i segni del tempo, ma chi lascia che la malattia, la sfiducia, la rassegnazione, gli tolgano la voglia di vivere. La salute è il bene più prezioso, la condizione potenziale ma mai scontata: per questo va difesa, rispettata e onorata ogni giorno.

Così, per me, questo compleanno non è un punto d’arrivo, ma solo un modo per celebrare la sacralità della vita. Porto con me i ricordi, ma continuo a coltivare desideri e a costruire sogni, con gratitudine, con perseveranza e disciplina per la salute, con la consapevolezza che ogni giorno è un dono e un’opportunità.

Finché avremo salute e un sogno da inseguire, saremo sempre giovani dentro.

Ho 71 anni, sì… ma ho anche occhi che vogliono guardare avanti, una coscienza insaziabile per la conoscenza e la saggezza e un cuore che vuole imparare sempre di più ad amare.

Ad maiora semper!

Corrado Ceschinelli

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